Aggregazione
Ci incontravamo
incidentalmente
senza fissare appuntamenti e
neppure punti stabiliti,
crocevia silenziosi e
invisibili, inesistenti.
Eppure ci incontravamo,
riconoscendo le rispettive
fattezze, la forma mutevole
della materia non ci traeva
in inganno, eri tu. Ero io.
Un agglomerato.
Un agglomerato in coagulazione
prima della dissoluzione.
Avevamo avuto una possibilità
non concessa a tutti, o forse
pensata da pochi e da ancor un più esiguo drappello colta, la possibilità di assolvere
al compito che ci era stato
assegnato, in quanto entità
affidabili. Un senso del dovere
ineludibile operava in noi, pur
senza fede né vessillifere di belle speranze.
Allora, né mai, avremmo
potuto credere in un qualsiasi
esito che non fosse quello
della disgregazione dell'aggregato.
In realtà quello era il vero
obiettivo.
Non salvezza, non rinascita
dopo la morte, dal cui
"regno", nessuno è tornato
a raccontare memorie,
accadimenti evocandone
trama con sogni e ombra.
Quanto tramandato è
l'esegesi di una cosmogonia
stregata, irretimento di chi
si sente e si configura quale
portatore di verità
inestimabili.
Noi, esecutrici perfette di
"un'opera al nero" (Marguerite Yoourcenar) eravamo
deputate alla destrutturazione
non tanto della credenza in sé ,
capricciosamente polimorfa
e astutamente postulata al
fine di essere accolta,
replicata e perpetuata eternamente, quanto
della facoltà stessa di credere.
Sospesa sulla soglia dell
infinito, parcellizzata
in polvere cosmica,
irreparabilmente
disaggregata, ogni forma
che ha dato luogo a un aggregato tornerà all'origine
di sé stessa e della teoria che
l'aveva formulata.
Una formula efficace in apparenza, in realtà troppo
complessa per perdurare.
Facilmente confutabile
dalle conseguenze che
portava con sé. Inique, vane
per la conflittualità implicita.
Per la distruttività radicale
della
distruzione.
Ogni forma tornerà ad essere
la Monade primigenia delle
origini. Quella solitaria
raminga inaccessibile
astrazione senza tempo.
Senza brama.
Senza senso.
Nell'accettazione del non
senso, nella composizione
della morte, nel canto
non cantato, si compie
il senso profondo del
vivere.
Immagine fotografica di Morena Mancini.
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