L'anima delle cose
"Sei una forma vivente", chiese e restò in attesa del responso. Un silenzio delicato ti pervase, sfiorato appena da suoni trasparenti, un sibilo a fior di lingua, prolungato, il soffio di una foglia restia a cadere che, solitaria, cade perché non può resistere al fascino della vertigine, una stella assonnata sorpresa nell'atto di addormentarsi, per gioco, pur sapendo che il suo sonno sarà buio, un buio profondo, inattaccabile dalla luce, una coltre di buio, cullante sogni policromi, assillanti. Ti dette un serico bacio, verginale, impalpabile, quando con grazia ribattesti essere, tu, un buon oggetto, un oggetto onesto, degno di considerazione. Segnavi il tempo marginale allo scadere della sua eclisse, stanco per essere passato senza che su nulla incidesse il trascorrere lento nell' attesa. (La riparatrice non discute su questioni di scarsa rilevanza.) "È una forma vivente annuì, assentendo con gentilezza. E procedette con cleme...