Intenzione
L'intenzione era stata sottaciuta. Amabile residuo lasciato insepolto sopra una coltre di silenzio senza senso, privo di rimpianti, ipoteca per non dire ma neppure dire, troppo. Non si trattava di un dialogo pacato, nel corso del quale, pensosa, ricettiva, avresti atteso, temporeggiando, il responso, bensì di un soliloquio disarmante. L'interlocutrice si teneva nascosta e dentro sé occultava il proprio pensiero, con premura, timorosa di ferirti, nell'esprimere sia un consenso plaudente che un dissenso profondo, indifferibile. L'uno e l'altro, per un bizzarro, inspiegabile coincidere non avrebbero prodotto una cesura netta, pulita, ma una ferita dai margini inconciliabili se non per una guarigione intima, assolutrice. Fu questo epilogo immanente anche se non prevedibile, verificabile, (il computo delle probabilità avverse era stato severamente e definitivamente cancellato) a far propendere per una a...