Cecità
"Ci protegge una cecità provvida, schermo alla partecipazione al "vedere, sentire, soffrire con l'Altro". Chi è l'Altro se non il riflesso della nostra identità? Abbiamo timore di essere coinvolti per timore di riconoscerci fragili, mortali, per paura della fine." Leggevi nell'anima altrui e ti fermavi, alla lettura. Piangevi per il presagio del dolore terribile che su molti grava, comprimendo fino allo spasimo. Il dolore si è fatto fondo, così fondo che più non piangi ma riesci a scorgerlo e ti chiedi perché feroce, ingiusto, inflessibile ferisce e tormenta innumerevoli anime e altrettante ne lascia esenti. La cecità è finalizzata ad anestetizzare la capacità percettiva sul nascere? Né gli uni né gli altri "guariscono" dalla propria condizione. Vedi, ascolti, percepisci, inevitabilmente, con tenacia l'Altro. Lo sguardo della Creatura dolente ti perseguita.