Il senso delle regole
Avrebbe senso il mondo, quand'anche lo governassero regole e principi di grande levatura? Intendi il mondo degli umani, pervaso di concupiscente irragionevolezza, rigida conflittualità, nutrita per il piacere del conflitto in sé, al fine di inseguire l'illusione della sua composizione, pacifica, beneaugurante, guaritrice. Metafora del mondo reale, bolla non ancora esplosa, ma in procinto di deflagrare o già esplosa, in silenzio. E nulla è nessuno rimase a testimoniare l'universo sotterraneo nel quale il paradosso è norma. Dall età della "ragione" dell'uomo non emersero etica, senso, armonia. Solo un profondo disordine, prolifico, insanabile. La violenza è connaturata, congeniale. Delegata o direttamente esercitata come strumento di sottomissione e brutale dominio, ma pur sempre connaturata, profondamente radicata, sanguinaria e col sangue impartita, rito ancestrale, scaturito e forgiato da una ebbrezza il cui fine è anestetizza...