Nel cuore della notte
Un cantore solitario risolve argutamente il dilemma che tempo addietro, ignara, gli ponesti. Ti invitò all'ascolto di una canzone buia, a guardar l'immenso spazio vuoto tra le stelle, a non lasciar crescere nell'anima torpido sopore. "Si attenua" raccontò paziente " della bellezza la percezione e la bellezza muore, dolente estatico il suo permanere inavvertito, è vero? Se nessuno ti vede, non esisti?" Tacque, anche l'eco del suo canto si disperse, del suo cederti l'esortazione quieta. "Se la bellezza doveste ignorare troppo a lungo, a nessuno sarà concessa la brama del ritorno, i delicati profumi, lo spettro di colori incantati, le forme sospese, il silenzio infinito, avvolgente". Morirete di malinconia appena desti, devota assenza protesa del Cosmo verso l'Eterno. Può la trasparenza essere confine? Immagine fotografica di Valeria