Incontro
La incontrai per caso, ad un crocevia inatteso, che non avrei dovuto attraversare, neppure raggiungere. La direzione, contraria, mi avrebbe condotta ad un luogo dedicato alla quiete, dove, indisturbata, avrei potuto riposare, un luogo non solitario per sua natura, bensì reso disabitato per accogliermi, avvolgente il silenzio, spoglio, commiato dal frastuono, dal clamore. Fu resa irreparabile. La incontrai, devota ad una vocazione inaccessibile ad ogni persuasione o dissuasione, perfetta incarnazione del divino, di una logica sublime esiliata dall'intelletto per povertà profonda. Immersa in preghiera mi guardò teneramente, con affetto traendomi nella sua sfera, senza esitazione. Forse non fu casuale l'incontro, se fosse un sogno o un pensiero non mi chiesi. La questione non si poneva. Era ombra di un volo.