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Sulla crudeltà

"Il sangue è defluito, liquido nel liquido elemento,  rosso, zampillante. Ha cessato di sgorgare, il corpo si inabissa lento, candida carne  abbandonata  nelle onde piccole, increspature accurate  attenuano il dolore dell'anima  in fuga. Il canto antico della balena ha perduto  il suo cantore. Sparge l'eco il clamore di chi, afferente, dona dolore." Percepire la pena altrui è una via. Non risolutiva, non assolutoria,  inutile al fine di una trasformazione. Indaffarati, noi, nel mantenere l'ordine delle cose  come stabilito.  Reita'? Condanna? In caso contrario, questo "ordine"  sarebbe già cambiato, anzi non si sarebbe radicato con tanta ostinazione.  Ultima gemma,  l'innocenza, ( di cui vorremmo ri-appropriarci, indebitamente  famelici) è quella  virtù, la cui assenza ci permette di essere quello che siamo.

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