Chi teme la Signora?
Nessuno le sfugge. Con tocco maestro si affaccia a finisterre, impartisce giustizia con misura, lieve orchestrando il gioco delle ombre, con riluttanza severa richiama all'ordine, dissolve trama e ordito, si gingilla, occulta prove a discarico, fors'anche a carico, il tessuto della vita smembra, l'incanto, riparazione dai dissensi, cancellazione accurata di ulteriori ipotesi di fuga. A remissione avvenuta del tempo e della casualità negata, l'esazione del debito, riconosciuta equa, viene pagata immancabilmente espiando la compassione non concessa, il perdono, questione riguardante altri, forse nessuno. La bacchetta imperiosa si protende, prolungamento filiforme di volontà inflessibile, flautata. Che tu viva dieci, cento, mille anni suo è il trionfo. Siamo ombre relitte, finzione, il cui unico senso, insensatezza. Parte seconda Sopraggiunge indisturbata e solitaria, invincibile, muta, cerimoniera el...