La Chiesina
Eri solita entrare di soppiatto e lì annidarti. In una crepa del muro tra una pietra e l'altra, in quelle fenditure sottili che crea il tempo, insondabili, segrete crepe la cui profondità non hai agio di misurare. Potrebbe raggiungere l'inafferabile increato, riflesso smagliato della tua anima. Pur chiedendo all'Ombra se esista o sia il rigurgito dolce della sbavatura di un sogno, l'Anima stessa. E lì permarrai fino a quando l'ovazione della memoria non ti avrà cancellata, colma di compassione. Il dialogo disfacevi con dita sottili, chele rosate come l'alba al suo sorgere incredulo. Ti riconosco, dicesti, tra mille e mille Ombre, sempre riconoscero' la tua. Riverbero speculare di un dire elegante, si sovrappone l'Ombra alla sua fonte? Porre il quesito significò metter fine allo stesso, elidendo il suo cortese transitare oltre il conosciuto.