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Anima

Abita un'anima reflua il tempo apostolo indiscusso di una teogonia che nessun vate avrebbe salmodiato. Prospice infiniti mondi, solitari,   senza essere  desolati. Cantore di sé,  s'acquieta,   taciturna forma senza forma. È  perduto il computo delle sequenze, incalcolabile. La resa, le dissero, non è rassegnazione. Cede al contrapasso  lo spazio sottratto  mille e mille volte e altrettanti millenni addietro. L'ordine venne  riabilitato alla funzione originaria, custodire la transizione  in corso, fino alla fine dei tempi. L'ombra riveste con malinconia la memoria, labile,  per pietà profonda. Immagine fotografica di  Morena Mancini 

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