Corpi celesti
Fu il primo senso di ciò che significa dolore, il suo immaginario, non carne martoriata o perdita di un credo, la sua luminosità protettiva, l'aura, uno dei mille percorsi intrapresi e abbandonati, a spezzarti il cuore. Ti avvolgevano fasce leggere, vele veleggianti al trascorrere del vento, adombrato, assimilato alla carezza del vuoto che sciama, nei sogni. Fu la percezione, che mai avresti potuto dimenticare, di stelle in caduta libera dalla nicchia che era stata loro dimora, lassù, nella volta, nella sua ombra segreta. Vedesti morire grappoli di stelle, incandescenti precipitare e spegnersi senza un lamento, disfarsi la materia, farsi silenzio, schiudersi membrane fragili, ricadere infine, spezzando l'eternità creduta eterna. Fu severa la deposizione delle spoglie, adamantina l'urna che le avrebbe accolte. Anche le stelle muoiono. Questo ti frantumo' il cuore. Vagano nello spazio frammenti, danzando, relitti minuscoli, vampe inter...