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Inappartenenza

Fu brutale renderti  consapevole che nessuna delle verità scoperte,  tramandate, di cui scienziati al di sopra di ogni dubbio quanto ad onestà, dettero conferma, trova in te riscontro. Le rifiuti? Non le riconosci? Le intendi come un tentativo postremo di salvare un condannato. A vita? A morte? Di verità in verità  saltando nel vuoto,  disperano, nonostante la fede in "credo". Quella tal verità è salvifica.  In seguito si indebolisce,  avvizzisce, si scompone, lasciando una memoria fragile del suo essere stata ausiliatrice, temporaneamente, trascolorendo, si compie in una fine non voluta, ma inevitabile. A te non resta nulla perché nulla hai voluto conservare se non  la capacità creatrice di contemplare. L'infinita bellezza che ci circonda, profusa senza risparmio,  autorigenerante,  l'armonia delle forme, la delicatezza dell'essenza, vulnerabile e non difesa. Ma anche la crudeltà  finalizzata al dominio, lo sperpero sacrilego della vita...

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