Ricorrenza
La ricorrenza è condanna a
replicare, simbolicamente,
eventi fatidici la cui origine
è avvolta nel Mistero e nel
suo segreto protettivo.
È possibile, o lecito, o doveroso,
celebrare senza "umiliare"?
Comprendere il senso
profondo del Mistero stesso
senza volerlo indagare al
fine di ridurlo ad un concetto
assimilabile, ragionevolmente
accessibile, non dovrebbe
essere il vero volere della mente?
Svuotarlo di quella intima
virtù che non vuole essere
svelata è profanazione.
Oltre la soglia della conoscenza
bramosa è l'Inconoscibile.
A-gnosi. Circumnavigazione
perigea, abbagliante.
Brucia fede e credenze,
disperando, recupera
l'irreperibile, l'inesistente,
crea la cella custode dell
infinito, dissolvendo l'illusione
di " un senso" permanente.
Il gioco è riflesso nel vuoto,
nel moto dei Mondi,
nella danza danzata in un
silenzio che nulla potrà
perpetuare.
Il riverbero si attenua fino a
scomparire.
"Eri sottile, un filo,
luce la tua danza.
Transitare per la cruna
dell'ago non fu impresa.
Oltre, la meta.
Paziente, benevola,
premurosa, l'attesa.
Dall'ombra l'imbrunire
nacque, un' ombra
immane. Immanente.
Si protrasse. Non ti fu
possibile attraversarla.
Permane, invocata dal
tempo, oscurando
il sonno, suadente.
Quasi eterna."
Immagine fotografica di Vanessa Bugatti.
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