Utopia

Potrei vivere ai margini. 
Sull'orlo intransigente ma
equo. Speculare a 
quell'inizio così improbabile,
date le varianti, tanto che
 l'avrei pensato impossibile.
Dettero un nome a quell
istante, irripetibile in futuro,
ma colto. Raccolto.
Racchiuso florilegio spinato,
tremulo per una fragile 
similitudine con una 
coincidenza la cui
 imperfezione dette origine
a conseguenze che pochi,
inauditi, previdero.
Ai margini. Sull'orlo.
Avrei potuto vivere una vita
il cui corso fluttuava, leggero,
sazia al suo nascere.
Parsimoniosa perché nulla
esigeva, frugale cosmogonia
senza. Senza. Senza.
Tempo, desiderio, paura.
Una vita in cui avremmo
permutato una poesia, 
un canto, immersi in una 
atassia vigile, cosciente,
con un pezzo di pane intinto 
in una goccia d'olio buono.
Il decorso e il suo ordine
sarebbero stati diversi. 
E anche l 'Anima mia,
Anima Mundi. 

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