Anime

Anime corrono lungo 
orbite tangenti.
Si riconoscono da distanze
spazio temporali
sconfinate.
Poi si allontanano
l'una dall'altra,
senza perdersi.
Svanendo.
Ti vuoi riconciliare,
con il mondo, tu, mondo
frantumato.
Polvere.
Inconciliabile per atavismo?
Per una eredità che ti lasciò 
in dono, subdola e
compiacente, una genesi
imperfetta?
Ti pose al centro di un centro ideale, il pensiero.
Povero, se non di albagia.
È d'obbligo destrutturare
quel pensiero primitivo
per operare una riconciliazione,  
se prevista,
se purificata da aspettative
di speranza. 
Nella caducità, 
coincidenza. 
Non conoscenza.
Nel non sapere, non 
conoscere,  non desiderare
è implicita la perfezione 
dell'assoluto.
Luogo invisibile in cui
l'espanso, principio
e fine, fine e principio,
in dissoluzione,
coincide.
Provenne da quel luogo
la vita? A quel tempio
celeste tornerà senza 
alcun desiderio, ineffabile  
incomprensibile desiderio
di manifestare sé stesso,
Dio.
Nel non sapere, 
non conoscere, 
non desiderare
il divino antecedente 
l'esperire.
Un divino sublime, tanto
da non volersi incarnare,
permanendo
nell'ombra, 
allineato con diafani
corpi, nell'infinito.










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