Soglia
Ti era stato arduo
raggiungere
la soglia, un frontespizio
non dissimile dall'
immagine immaginata
di un trompe l'oeil,
simulatrice l'assenza,
l'essere
in quel luogo,
in quell'attimo,
apparteneva a tempi
variabili in apparenza,
tempi maturi per essere
svelata la condizione
manifesta.
Tempi oscuramente
fissi, progettati
per la Stazione unica,
unico il binario,
univoco il termine
cui affluisci, ignara
ma lucida.
Tempi oscuri
per la paura, querula
tema cui sottrarsi
è resa.
Indemandabile.
Immanente
fin da quando,
esausta, guardasti
in alto e vedesti
incombere il dolore
dal fondo, tratto,
proteso, ghermire
il Mondo.
Ti fu arduo accettare
l'inaccettabile.
"Così andrà il mondo fino
al guado, fino a quando
non avremo attraversato
il confine. Tutto tornerà
in equilibrio.
Non prima.
Sacrificio, dominio
consunzione sono
fondamenta del sistema
sociale umano.
Arcaico, potente,
deviato."
Andrà a fondo, nel fondo,
l'ultima possibilità di
mutare
prospettiva
in seguito alla cui metamorfosi
potremmo dare una svolta, cambiare cammino e
destino all'innocenza,
porre fine alla profanazione.
Potrebbe accadere che
anche il nostro destino
muti.
Sarà visionario l'intelletto
che "sentendo" , presago,
presagisce? Che il
travolgimento defluisca
dalla propria interiorità,
finora tradita, e dilaghi,
incontenibile?
Chi sente e vede.
Chi ascolta e guarda.
Chi sogna un mondo
migliore e rimpiange che
quel mondo sia stato
sepolto.
Chi ne osserva I resti
e sulle rovine riflette.
Ma anche chi non vede,
non sente, non guarda
e non ascolta se non ciò
che offre certezze
immediate e soddisfazione
personale.
Noi, tutti noi, esuli, desti,
offerti a questo esilio,
straniante.
Mi sfugge quel Bambino,
fuggevole Unigenito
creato con passione
colma fino all'orlo,
gravato da questa passione
che leggi come
esperire estremo,
assoluto, se non fosse
umano.
Tu, Bambino, epitome
di tutte le enunciazioni
frante, della trasmutazione
in carne e della sua
implicita morte.
Nasci, ogni anno, in quella
alcova innocente, tiepida
per un soffiare contemplativo,
miti le Creature intorno.
Errante, teanseunte
Bambino,
senza tempo.
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