Creatura Creatrice
Affiora dal fondo dell'anima
la Creatura Creatrice,
Genitrice, Prole,
indissolubile mutualità
canto insonoro,
avvolta in spirali
di cui indistinguibili sono
il capo, la coda, segmenti
ricoperti di scaglie,
l'ombra diagonale, disciolta
dalla fonte sua, il corpo,
danzante tra un una superficie
scabra e lo spazio vuoto
della struttura che la compone.
La liturgia fu sognata e poi,
radiosa, dimenticata,
sostituita,
trasferita in archivi
incorporea
madrepora di purezza
inimmaginabile.
Cammini lieve sopra
uno spartito mai letto,
racchiuso, recluso
nella profonda interiorità
primigenia,
le cui radici,
muovono, aeree, i mondi.
Trai nutrimento, liquida
sostanza, insostenibile
la beatitudine,
il cuore della Madre Terra deposto
nell'urna dell'infinito.
Non è consolabile
la condizione dell'esistere,
essere, vivere.
Ma la vita è.
Come la morte è.
Risolutoria.
Risolutrice.
Quale entità, costruita
da un pensiero
denso di potere, resa
concetto, imprigiona
la materia in un involucro
impenetrabile,
ma, dal quale, non può
fuggire?
Sopravvive alla fuga
il transfuga?
Gli animali, se non
contaminati, ne sono
liberi per una saggezza
intima, loro preziosa
appartenenza.
L'intelletto rappresenta
un problema.
Non ci aiuta ad "evolvere",
non ci rappacifica.
Ci corrompe?
O noi siamo corruttori?
Il terreno è adeguato,
ricettivo, riconosce l'ospite,
lo accoglie.
Esiste differenza tra
il colonizzatore e
il colonizzato?
Siamo infelici artefici e
portatori di eccessi
incurabili, non inclini
tanto alla redenzione,
quanto alla punizione.
È male questo dolore,
friabile, trasversale,
indomito.
Ne siamo custodi, colmi
di angoscia.
Immagine fotografica
di Pamela Bertasio
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