Lente

Si incrino', ad un dato momento, inopportuno forse, ma irrevocabile, la lente attraverso la quale avevi osservato il mondo fino ad allora, in mille
e mille cristalli abbacinanti.
La prospettiva iniziale, punto di vista, punto di fuga, univoca visione intransigente del mondo, un mondo morente, già immerso
 in una letargia dalla quale
nessun taumaturgo, se in ascolto, l'avrebbe trafugato, era  mutata. 
A quale scopo? Salvare un mondo che vuole morire, decadente senza solennità, schiavo della dicotomia primeva che lo aveva disfatto per ricomporlo ed espellerlo, in seguito ad una visitazione 
rinnovata.
Esangue.
Mai dissimile dalla sua
Matrice.
Sotto maschere ialine, 
innumeri per poliformia,
suadenti, si annidano volti,
severe forme ideali, l'una
riflesso dell'altra, concatenate
e incatenate e inanellate
forme innamorate di quella 
formula muta che dette
loro vita. 
Singolarità imperscrutabile.
All 'origine.
Quando nessuno ancora
aveva dipinto il suono che
musica una stella cadendo,
nell 'infinito. 
I frammenti di quella lente
scioglieranno in suono
ogni anelito febbrile che
l'intelletto muova, nel segreto
di una tensione quieta.


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