Vocazione

Sempre più lontana,
silenziosa,
vocazione appassionata,
ignorata,
dormiente.
Immerse in un sonno
pelagico le stelle
tessendo disfanno
sogni, memoria di sé, 
sacrilega ombra.
Del pulviscolo 
la sezione aurea
non puoi misurare
cade nel fondo
più profondo
la chiamata,
senza appello
l'eco sua pietosa,
arrendevole.
La forma della morte,
tema sublime per 
complessità, 
per compostezza.
Tutto fu tentato e da molti,
teoreti, sapienti e veggenti,
per " collocarla", non
antagonista della vita 
ma completamento
nel compiersi, lucida
oscurità, Mistero 
inesprimibile, la Morte.
Madre, sorella, 
compensatrice della tortura 
che per troppi essenti, 
la vita rappresenta.
Afflizione. Grandiosa 
magniloquenza, farsa 
crudele, ingiustizia,
empietà impietosa.
Abbiamo conferito 
innumerevoli attributi 
alla vita e altrettanti alla
morte, elaborando concetti
strategici, raffinati, tortuosi
al riguardo di ambedue,
sezionandole fino ad 
una frammentazione 
irreparabile al fine di
esorcizzare la paura 
e ricondurre il loro potere
al nostro dominio, miserevole,
antropocentrico.
Riconosco alla morte
immensità dissolutoria, 
afflato con il nulla.
Sodale ci accompagna
nel varcare la soglia
e lì ci lascia, andare, 
sognare una perdita 
infinita, avendo assolto 
infine
la funzione cui il destino
ci aveva consegnati.
Siderea l'ombra sgrana
il tempo di quel passo,
in silenzio.
Nessuno torna.
Ma la fascinazione rimane.
Permane.
Alfa, Omega.
Cupio dissolvi.
Istinto di morte.
Utopia.
 







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