Conflitto (parte 2)
"Intricato il roseto in
Arborea."
L'elaborato della mente
viene articolato
con ingegno
al fine di essere chiarito
e chiarire a sua volta
l'origine del conflitto.
Una profondissima
frattura, una ferita mai
curata, l'espulsione
da un empireo
che non avremmo
voluto abbandonare.
Siamo la
rapprentazione
della formula
che dette luogo
alla forma psichica
di cui tuttora siamo
albergo.
Conflitto, conflittualità
e guerra sono filo
conduttore delle varie
civiltà che si sono
susseguite,
e noi, umani? disumani?
depositari di una guerra
primaria, ancestrale,
una guerra interiore
mai risolta né pacificata,
contro la vita.
Si manifesta in rivoli,
fiumi, oceani e maree
insanguinate.
Guerre intestine,
guerre di quartiere,
tra nazioni,
tra mondi,
guerre globali,
rappresentazione
di quell'unica guerra,
senza fine.
Inasprita da una ipocrisia
sacrilega che la pervade,
intossicando sempre
con maggiore vigore
le menti a questa condizione
adese.
Senza che vengano distinte
vittime da carnefici,
se non dai ruoli via via
assegnati.
A chi porre la questione
e il suo tormento?
Nessuno ascolta più
perché dio è mancato.
Il pulpito dal quale
lo cantavano corpi
celesti erranti è stato
dissolto dall'assenza.
Dell'ombra?
Delle genuflesse sue
adoratrici?
Nulla e
alcun valore autentico
lo hanno sostituito e
il vuoto creatosi è stato
colmato da un demone
oscuro che pochi
riconoscono, pochi
smascherano, pochi
se ne sottraggono.
Guerra contro la vita.
Da qui l'onda lunga
di tutte le guerre.
Può una riconciliazione
interiore tra sé e
l'antagonista di cui
siamo dimora
capovolgere l'ordine
e il disordine delle cose,
paralleli, integrandoli
in una nuova visione
del mondo, attraverso
una lente Immacolata
che potremmo definire
Armonia?
La questione è aperta.
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