Pianeta

Il pianeta è malato d'uomo
e di questo male sta
morendo senza che 
l'evento della morte 
raggiunga
la soglia 
della coscienza. 
La sua Prole, figlie e
figli, spariscono, siano
orsi, balene, farfalle e 
volatili o creature non
ancora scoperte.
La speranza che un 
ravvedimento abbia
luogo prima che tutto
venga travolto da un
potere di distruzione
squisitamente umano,
è nebulosa.
Questo libro ha origine
da un sogno, non di donna
o uomo, ma del Pianeta
e della sua amata Prole,
Creature animali, arboree,
terrigene e marine e aeree,
e incarna l'auspicio di
poter essere riconosciute
nella loro fragile, perfetta
integrità e diritto alla vita
quale loro appartiene.
Dando luogo ad una svolta 
irrevocabile, ad una relazione
tra uomo e natura
totalmente nuovi.
"Riannodi i fili 
  di un antico sogno,
  li riavvolgi
  con maestria 
  ponendo cura minuta
  nel non reciderli,
  spezzando il cuore
  alla Madre Terra. 
  I filamenti, divenuti
  polvere, raggiungeranno
  confini il cui superamento 
  non è concesso
  se non all'anima
  disincarnata in spere 
  volubili, infine paga. 
  Non ora.
  Aracne, dolce dea, 
  chele e pensieri,
  dita trasparenti
  fervido brulichio
  d'amore
  sotto il plenilunio 
  quando ti acceca
  quel sogno e 
  ti addormenta 
  soffusa una nenia
  riparatrice,
  muta."

Una giustizia indolente
regge l'ordine delle cose
ma anche il loro disordine,
caotico ed ermetico,
indecifrabile.
Ma, via maestra.
Quella seguita dai più. 
Una regione
senza apparente senso, 
apparente perché 
in realtà inesistente, 
effimero con disperazione 
lucida  assenza di misura,
equilibrio, armonia.
Negligenza, indifferenza, 
atassia. Evitabile 
il rimpianto?
"Ogni cosa che ha un inizio 
ha anche una fine".
Avrebbe potuto essere 
diverso.

  

  


Commenti

Post più popolari