Dissapore

Il dissapore, sottile, 
fu steso, esteso,
impalpabile, 
con dita inquisitrici.
Si allungavano
trasparenze
in tripudio, silenziose
forme immature, 
con discrezione
velarono
la virtù mansueta
dell'essere innocenza,
mal conciliabile
col tempo dell'uomo.
Vennero cancellate
con cura tracce
inavvertitamente
lasciate 
affinché nessuno
ne annotasse il profilo
rilevando la memoria
sovrascritta.
Edicole collocate
al quadrivio di mondi
inesplorati 
rappresentano
ancora oggi figure
gentili,
lievemente curve,
maestose senza imperio,
in contemplazione
del vuoto pneumatico
che sostiene
gli Universi.
Cronisti antichi non
ne fecero menzione
per un tacito accordo 
stipulato con gli dei.
Non si seppe nulla
della loro origine 
e neppure della finalità 
della comparsa.
Serpeggia tenace 
una inquietudine
che a malapena scherma
vigile l'intelletto
anche se non tangibile, 
ma pervasiva
reminiscente un dolore
sconfinato
scritto sui righi 
di una partitura 
inesistente.
Non chiedere 
di leggere.
Non è consentito
non solo perché 
inesistente  ma per
la qualità dell'essere
illeggibile fino
da "quando fu scritta".







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