Incontro
La incontrai per caso,
ad un crocevia inatteso,
che non avrei dovuto
attraversare,
neppure raggiungere.
La direzione, contraria,
mi avrebbe condotta
ad un luogo dedicato
alla quiete, dove,
indisturbata,
avrei potuto riposare,
un luogo non solitario
per sua natura, bensì
reso disabitato
per accogliermi,
avvolgente il silenzio,
spoglio,
commiato
dal frastuono, dal clamore.
Fu resa irreparabile.
La incontrai, devota
ad una vocazione
inaccessibile ad ogni
persuasione o dissuasione,
perfetta incarnazione
del divino, di una logica
sublime esiliata
dall'intelletto
per povertà profonda.
Immersa in preghiera
mi guardò teneramente,
con affetto traendomi
nella sua sfera,
senza esitazione.
Forse non fu casuale
l'incontro,
se fosse un sogno
o un pensiero
non mi chiesi.
La questione non
si poneva.
Era ombra di un volo.
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