Saggezza
Quante vie ci offre
la saggezza? Saggezza
saggia, sapienza di
antica data, ignota,
a noi indecifrabile,
beanti di disperazione,
alla ricerca di quiete,
verità, ordine.
Indaghiamo, prendiamo
la misura dello spazio,
senza definire il periplo
dell'infinito che lo contiene,
lo comprime
nella sequenza
dell'espansione,
liberando vie di fuga
pervase di un ermetismo
apologetico, suadente.
Ci perdiamo.
Smarriti, abdichiamo
ad appartenenza, percorso,
meta.
Cavalchiamo
l'ultima onda, senza porre
questione, senza volere
risposta al quesito.
L'Increato ci attende
in fondo al fondo,
quel fondo che dal fango
ci trasse, donando sobrie,
al principio,
forma e sostanza.
Separate.
Congiunte.
Indivisibile teoria
d'amore.
Resti sospesa,
galleggiante sfera
nel cosmo.
Venisti alla luce
incompleta,
ti fu rifugio un ventre
scarlatto,
evocata da un sogno,
da un suono inesprimibile,
imperfetta,
prigioniera di una fragile
osservanza, senza che
fosse previsto un
mutamento
di prospettiva,
di pensiero.
Tocca il fondo,
risuona, fluisce
nelle vene della vita
" che vuole vivere"
(Schopenhauer)
della cui conduzione
siamo strumento.
Si nutre della nostra
energia, la vita?
Saremmo inclini
a dare un senso
alla magnificenza,
noi, strumento,
accordato,
simultanea la mancanza
di fiato con l'afflato
tra mondi, noi, strumento
dalla forma umana,
il cui Credo è esserne
senso ultimo,
per ottenere
certezza,
dominanza,
assoluzione,
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