Agnello di Dio

Quando l'Agnello venne
sgozzato non emise un
lamento. Non sai se 
la paura del distacco dalla
Madre prevalesse sul 
dolore che, affilata
la lama, penetrando e
recidendo, aveva causato,
irragionevole.
Era friabile quella 
sofferenza, ambigua
paura, arcaica, delle
mani, sprezzanti e attente,
di quell'odore umano
fradicio di un sentore di
colpa rimosso e 
occultato in 
profondità inaccessibili,  
e il sangue scivolando,
sgorgava e zampillava
rosso odoroso di sangue
vivo, ma muto.
Sapeva l'Agnello 
essere candidato
ideale, simbolo assurto 
a sostituire il Figlio?
Anch 'Egli martoriato,
"compiuto". 
Come ci racconta
la storia. 
Si muore una o mille o
milioni di volte?
Si muore quando la più 
remota da sé,  Creatura 
muore nel tempo, 
sequenziando il dolore
suo che diventa tuo.
La perpetuazione di 
un rito è plausibile o
replica l'abuso
originario, conferendogli, 
con la legittimazione, 
il diritto dell'essere
illimitato nel tempo?
Discepoli entusiasti
sostengono l'altare
sul quale viene perpetrato
il sacrificio dell innocente.
La Passione dissimula
una pallida compassione,
esangue, immateriale
materia senza sostanza
ne' vigore.
Quando l'Agnello venne
sgozzato non
emise un lamento, 
nessuno ne pianse la
lenta agonia, né impetro'
pietà per Lui. 
Questo è l'ordine 
delle cose. 
Senza virtù alcuna, 
per quanto discipline
tentino
di persuaderti della
sua bontà. 
Solo la Madre, 
inconsolata,
pianse il Figlio.

(Dipinto di F. De Zurbaran
Museo del Prado)


 

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Commenti

  1. Meraviglioso il tuo scritto nonostante l'infinita tristezza che mi lacera il cuore .

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