Evocazione
Forse avrebbe potuto,
se ne avesse sentito
l'esigere, staccarsi dalla
fonte che la proiettava fin
dalla nascita.
Una nascita implume,
cieca mutante, dispersa,
informale la sentenza
avente dato luogo
al decreto sommo
di esilio.
Si adatto' con saggezza
e una non comune
perspicacia alla
trasformazione, inevitabile
decorso di eventi materici
e spirituali.
Nel divenire creò un regno
cristallino, fragilissimo,
un sospiro, un sussurro
meno premurosi del dovuto
l'avrebbero incrinato
rendendolo vulnerabile,
sempre più permeabile
agli insulti, al mal agire,
alla consumazione
dell'oltraggio.
Il regno.
Dei cieli? Regno virtuoso,
senza collocazione.
Regno ideale per lei.
Ama circondarsi di cose,
definizione alquanto
generica in verità,
leggere, così lievi da
elevarsi, eteree,
autonomamente
lievitanti, non obbedienti
alla forza di gravità,
misconosciuta,
ragione per cui, assente.
Un carillon risuona suo
malgrado
ripetendo note in un
profluvio inesauribile,
crescente fino al diapason,
palloncini dotati di vita
eterna danzano, solo
una policromia accentuata
ne rivela la presenza
e il non plausibile
ma accertato moto
perpetuo, foglioline e steli
le rendono grazia,
nuvole fragranti
la ombreggiano,
celebranti l'Ombra,
umile compagna di viaggio
incorporea, indissoluta
sororale tessitrice
del tuo incerto, nolente,
non trasgressibile
essere inquietudine,
fato divenuto destino.
Ancora oggi, ti connatura
la distinzione di antiche
figure, leggiadre e fatue
ad una prima occhiata,
imponderabili e imperiose
all'angolo segreto
dell'essere, nulla nel nulla, anticipazione dell'estremo.
Fu allora che divenne
guida non nel buio,
ma nella luce.
di Morena Mancini
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