Qualità del pensiero

 Porti con te, gelosa
dell'appartenenza, 
inalienabile, qualità o
meglio anima ricorrente
del tuo pensiero, virtuosa
perché coerente come
una lenta freccia che, 
alla fine, percorse linee
rette, paraboliche, o curve
geometrie d'altra forma 
immancabilmente 
raggiungera' il bersaglio
che dall'origine la attende, ovunque 
si trovi, la cupezza.
È legge indiscussa
anche se
possiedi svariate, nonché 
ricercate, maschere
con le quali, senza ipocrisia,
la celi. 
Perché esporla a giudizi
inappropriati in merito
alla sua ragione d'essere,
al virtuosismo con cui
guarda e vede, sente e
ascolta, annusa e di quel 
che il fiuto elabora, 
disegna la memoria?
Una lente. La lente.
La mappatura degli eventi
dovrebbe averti insegnato
a non tornare sui tuoi
passi. A non confrontare
ciò che era con ciò che
è,  ora, qui, impoverito?
Indebolito, malato
e sostituito, in apparenza
non trascurato 
( la negligenza, diffusa, 
è nascosta, insidiosa,
mimetica) ma
profondamente 
deprivato di "amore".
Per quanto ormai, sia pure
simbolicamente, significhi
 veramente poco 
questa parola.
"L'inferno è gelido,
 inospitale, concupito
 da molti che, abilmente,
per acuta nostalgia, 
lo riproducono,
lo abitano, attraggono
altri, sempre molti,
sempre più,  numerosi,
afflitti ma bramosi.
E, all'entrata, al bivio
che ti permetterebbe
comunque 
una alternativa,
la scelta operata è 
sempre quella."
Il collasso
dell'architettura
del sistema 
è definitivo.
Ti ritrai dal mondo,
uno spazio si delinea,
vuoto, chi se ne prenderà 
cura o ne valuterà misura, 
profondità,  volume
non fu concepito, capsula
lieve, viandante
negli alti cieli, 
di galassia in galassia,
res nullius 
alla fine 
dell'infinito.
Tutto sarà sciolto,
al fondo,  
in solitudine.





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