Composizione della cesura

Ti insegnò a contar 
le stelle
sulla sponda di acque
il cui orizzonte
celato nella nebbia,
si sottraeva
allo sguardo 
curioso e gentile,
indagatore 
per sua natura.
Fu una lunga 
operazione,
tu, discepola di un culto
spoglio, essenziale,
l'avevi portata a termine
senza nulla scrivere,
se non sulla sabbia
numeri 
eleganti, fluenti 
nella fuga dal vento.
 Per tenere a mente
essendo sufficiente
la tua memoria, 
decidesti
di archiviare in clessidre
di vetro soffiato
tutta la sabbia 
divenuta foglio ideale,
effemeridi sognanti,
riflessivo riflesso
della volta celeste. 
Fosti paga dell'esito
dell'impresa,
grata a chi aveva esaudito
quel desiderio prisco
di contar le stelle,
a fior d'acqua, 
navigatrice solitaria
la cui meta è ignota.
"La materia è sacra
anche se caduca,
tabernacolo,
trasparenza,
teca dell 'anima,
che, apprendesti, 
essere eterna."
Un dubbio fugace
ti sfiora.
Una questione volatile, riguardante
l'eternita delle
"cose", il pensiero
che le concepì e
dalle quale fu concepito.
Chi dette inizio all'inizio?
Chi assistette a quell
evento? Chi racconta
la sua evoluzione? 
Ipotesi affiorano mano
a mano da studi eccellenti.
Colmano lacune, 
correggono errori,
danno svolta a teorie
talora fuorvianti.
A tuo avviso, semplice
umile asceta quale sei, 
più ci si accosta con 
spiegazioni
illuminate e veritiere
al nucleo della questione,
più ci si allontana 
dal suo cuore.
Più  ancora si nasconde
quel cuore, si tacita
il palpito, suono senza
suono. Ombra dell'ombra.
Il Mistero non vuole
essere svelato.
La conoscenza non
può essere trasmessa.
A quel codice d 'amore
lascia l'anima 
lo spazio vuoto affinche
abbia a sciogliersi.
Fu compresso fino 
allo spasmo della morte.
Un alito ancora lo 
percorre. 
Supplice.


Immagine fotografica 
di Alessandra Regazzi 











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