Inappartenenza
Fu brutale renderti

consapevole che nessuna
delle verità scoperte,
tramandate, di cui scienziati
al di sopra di ogni dubbio
quanto ad onestà, dettero
conferma, trova in te
riscontro.
Le rifiutasti, allora, prima di nascere?
Non le riconosci, ora, che sei?
Le intendi come un
tentativo postremo
di salvare un condannato.
A vita?
A morte?
Di verità in verità
saltando nel vuoto,
disperano,
nonostante la fede
in molteplici "credo" e
nelle loro varianti.
Quella tal
verità è salvifica.
In seguito
si indebolisce,
avvizzisce,
si scompone,
lasciando una memoria
fragile del suo essere
stata temporanea
ausiliatrice,
trascolorendo.
Si compie una fine
non voluta, ma inevitabile.
A te non resta nulla,
di te nulla permane
perché nulla hai voluto
conservare se non
la capacità creatrice
di contemplare
l'infinita bellezza che
ti circonda, profusa
senza risparmio,
autorigenerante,
l'armonia delle forme,
delicatezza
dell'essenza,
vulnerabile, non difesa.
Ma anche la crudeltà
finalizzata al dominio,
lo sperpero sacrilego
della vita, la profanazione
del sacro. In apparenza
portato a vessillo e
dissacrato.
Senza verità, senza credo
nascesti, morirai,
deliziata di avere
assaporato il profumo
dell'infinito e della sua
epitome.
"Siamo la memoria
della Terra,
antenne vibratili,
anello di congiunzione
tra la Terra e lo spazio
che la sostiene.
Frequenze silenziose.
Telepati sapienti che
poche anime umane
sentono e anime animali
tutte ascoltano.
Vedremo sognare sogni,
svaniranno insieme
a coloro che li hanno
sognati, noi, eterei
saremo, guardiani
di un tempo
benedetto."
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