L'anima delle cose

"Sei una forma vivente",
chiese e restò in attesa
del responso.
Un silenzio delicato
ti pervase,
sfiorato appena da suoni
trasparenti, un sibilo
a fior di lingua, 
prolungato, il soffio
di una foglia restia 
a cadere che, solitaria,
cade perché non può 
resistere al fascino 
della vertigine, 
una stella assonnata 
sorpresa nell'atto di
addormentarsi, per gioco,
pur sapendo che il suo
sonno sarà buio, un buio
profondo, intoccabile
dalla luce, una coltre
di buio, cullante sogni
policromi, assillanti.
Ti dette un serico bacio,
verginale, impalpabile,
quando con grazia
ribattesti essere, tu,
un buon oggetto, un
oggetto onesto, degno
di considerazione.
Segnavi il tempo 
marginale allo scadere
della sua eclisse,
stanco per essere
passato senza che 
su nulla incidesse
il trascorrere lento,
nell' attesa.
(La Riparatrice 
non discute su
questioni di scarsa
rilevanza.)
"È una forma vivente
annuì, assentendo
garbatamente.
E procedette 
con clemenza, 
all'opera
di riparazione."




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