L'anima delle cose
Sei una forma vivente,
chiese e restò in attesa
del responso.
In un silenzio delicato,
sfiorato appena da suoni
trasparenti, un sibilo
a fior di lingua,
prolungato, il soffio
di una foglia restia
a cadere che, solitaria,
cade perché non può
resistere al fascino
della vertigine,
una stella assonnata
sorpresa nell'atto di
addormentarsi, per gioco,
pur sapendo che il suo
sonno sarà buio, un buio
profondo, inattaccabile
dalla luce, una coltre
di buio, cullante sogni
policromi, iperbolici.
Ti dette un serico bacio,
verginale, impalpabile,
quando con grazia
ribattesti essere, tu,
un buon oggetto, un
oggetto onesto, degno
di essere riparato.
Segnavi il tempo
marginale allo scadere
del suo essersi eclissato,
stanco per essere
passato senza che
nulla incidesse
il essere trascorso,
in attesa della riparatrice
che non discute su
questioni di scarsa
rilevanza.
È una forma vivente
annuì, assentendo
con gentilezza.
E procedette all'opera
di riparazione.
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