Lente (parte 2)
La lente con cui guardi
il mondo è il mondo.
Rifrazione,
caleidoscopio nel quale
la mente osservatrice
crea "il mondo reale"
con variabili che variano
di poco.
Riconducibili ad un modello
consunto ma resistente
embricato ad un'anima
esangue, risucchiata dalla
propria letargia, modello
di modelli ulteriori, affini
l'uno all'altro
tanto che si potrebbero
sovrapporre, in una
identità singolare quasi
metafisica.
La lente attraverso
la quale osservi
incessantemente il mondo,
visione del mondo,
creazione del mondo,
è il mondo, la sua fine.
Metti a fuoco, prendi
la mira.
Sospendi. Il mondo
è pallido.
Quanto successo, quanto
accadrà, forse, in seguito,
poco importa.
La mira centra il bersaglio.
Sospendi.
Da difendere o da
distruggere, proteggere
o consumare?
Trastullo, oggetto di culto
o di profanazione?
La messa a fuoco esclude
il mondo dalla relazione,
tu e "l'altro" siete soli.
Viene cancellato il
contesto, la percezione
di spessore, profondità,
volume si espande fino
a scomparire.
Non muta, però, l'ordine
delle cose che ha condotto
a questo preciso momento.
La messa a fuoco, la mira
impeccabile, la sospensione
dell'azione, il precipitare
dell'evento nella sua
complessità
si capovolgono nel
Caos.
Dovresti essere travolta
ma comprendi.
Il codice dell'ordine è
immutabile.
La strada intrapresa
conduce verso
la stessa meta, qualsiasi
fosse stata la tua scelta
al bivio.
La lente, che sia perfetta
o incrinata è il mondo.
Alla comprensione segue
la compassione.
Infine, contemplando,
ti allontani.
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