Panta rei

Scorre, si alterna, tripudia, 
si spegne. Trasmuta
la forma dell'Ombra in
Ombra, come Ombra,
ritorna per poi scivolare
lungo dorsali intangibili,
elevate per amore ad
altitudini che non misuri,
antiche come antico è il
Cosmo, più antica ancora
la Cosmogonia che lo
avoco' a sé,  sussurrando.
Antecedente.
Sognante il sogno
prediletto, primo tra tutti
che, non sai, chi, perché,
quanto a lungo lo sognò, 
perpetuando immagini,
riflessi e sfere 
speculari alla beatitudine
del nulla.
Sognava. L'unicità.
Non prevede repliche
quell'eternare la caducità. 
Per scherzo ma senza
crudeltà. 
Troverà la fonte da cui
fu generata la Cosmogonia 
che fece sgorgare il Tutto
dal nulla? 
Compassionevole perché 
fu costretta da forze
incontrollabili a dare
"forma", a comprimere
il nulla nelle forme in
cui si compiacque  
concedere Se'.
Quando, divenire ed 
essere saranno fusi
per mai più separarsi,
si scioglieranno 
le forme tutte.
Nello svanire, il senso
dell'essere state
formulate, si comporra',
infine.
"Unica matrice, curatrice
 di questioni profonde,
 la morte.
 Accoglierà,  Pietà senza
 Prole, ogni forma.
 Vivente, animata o 
 dormiente, 
 indistintamente
 dall'origine e dal censo,
 dalla specie in cui
 si cullo' il pensiero,
 dall'antefatto al 
 suo epilogo.
 Conclude con severa
 benevolenza, ciò che,
 rimasto in sospeso,
 ama essere composto.
 Le intenzioni fallite
 ma, similmente, 
 il loro esito favorevole,
 conciliando teoria
 ed azione."
Con accuratezza
  vai disfacendo i nodi
delle contese passate
 e presenti.
L'esazione premurosa.
Il futuro irrompe 
  nel passato.


 
 
 

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