Quiete
Quiete profonda
di una visione quieta
nel non senso che sensori
captano con maestria
sottile, un senso unico
verso l'infinito,
sua beatitudine
meta senza credo.
Si arrogo' il diritto
di farsi tramite tra
l'Anima è il suo Dio,
ne temeva l'amore,
essenza indissolubile
transfuga da ordine
e regola,
amore pacificato,
passione dolorosa.
Ti tornò alla mente
"non nominare il Suo
nome invano."
Non fu più proferito,
non fu pensato,
nessuna eco lo accolse
per tradurlo a genti
in attesa.
Fu archiviato.
Cadde in un oblio
inaccessibile.
La ricerca di un surrogato
fu causa di grande
pena per la miseria
dell'esito.
L'Inappellabile,
Inappellato si sottrasse
al flebile richiamo
che alcuni, con nostalgia,
gli rivolsero,
si addormento
esaudendo
un antico desiderio.
Alla rinuncia di sé
soccorrente,
abbandonò lotofagi ,
sognatori, tessitrici
di inganni, Dio,
la sua virtù ferita
e si ritirò ai confini
del mondo.
A quei confini
si attraversarono
l'anima è il suo Dio,
inconoscibile Mistero
tra i Misteri.
Non si svela, permane
segreto nell'urna
dell'Anima, negli Universi
che si sfiorano,
si contemplano,
si lasciano
riconciliandosi,
perfusi.
Hai scoperto e
lasciato Dio
e reincontrato
la sua astrazione
rarità fulgente
che infine rinunciò
al nome.
Indeterminatezza,
dissolvenza,
Assoluto.
Sublime la fonte.
,
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