Quiete

Quiete profonda
di una visione quieta
del non senso che sensori
captano con maestria
sottile, senso unico
verso l'infinito,
sua beatitudine 
meta senza credo.
 
Si arrogo' il diritto
di farsi tramite tra
l'Anima e il suo Dio,
ne temeva l'amore,
essenza indissolubile
transfuga da  ordine
e regola,
amore pacificato, 
passione dolorosa.
Ti tornò alla mente
"non nominare il Suo
 nome invano."
Non fu più proferito, 
non fu pensato, 
nessuna eco lo accolse
per tradurlo a genti
in attesa. 
Fu archiviato.
Cadde nell'oblio, 
perpetua dimora
senza pareti,
silenziosa,
lo tenne.

La ricerca del surrogato
fu causa di grande
pena per la miseria
dell'esito.
L'Inappellabile,
Inappellato si sottrasse
al flebile richiamo
che alcuni, con nostalgia,
rivolsero,  
si addormento'
esaudendo 
un antico desiderio.
Alla rinuncia di sé 
soccorrente, 
abbandonò lotofagi ,
sognatori, tessitrici
di inganni, Dio,
la sua virtù ferita,
e si ritirò agli antipodi
del mondo.

A quei confini
si attraversarono
l'Anima e il suo Dio,
inconoscibile Mistero
tra i Misteri.
"Non si svela, permane
segreto nell'urna, 
negli Universi
che si sfiorano, 
si contemplano,
si lasciano 
riconciliandosi, 
perfusi.
Hai scoperto e 
lasciato Dio
e reincontrato
la sua astrazione
rarità fulgente
che infine rinunciò 
al nome."
Indeterminatezza,
dissolvenza, 
Assoluto.
Sublime la fonte.

Epilogo

Erudita amante 
di teofanie segrete,
nel silenzio
dispensi
l'oblio che di sé 
nutre
lotofagi assurti 
alla quiete.
Ti è culla la preghiera, 
monacale, 
fervida,
benedici il nulla.

Immagine fotografica 
di Barbara Mancini.






 

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