Sulla crudeltà
"Il sangue è defluito,
liquido nel liquido
elemento,
rosso, zampillante.
Ha cessato di sgorgare,
il corpo si inabissa
lento,
candida carne
abbandonata
nelle onde piccole,
increspature accurate
attenuano il dolore
dell'anima
in fuga.
Il canto antico
della balena
ha perduto
il suo cantore.
Sparge l'eco il clamore
di chi, afferente, dona
dolore."
Percepire la pena altrui
è una via.
Non risolutiva, non
assolutoria,
inutile al fine
di una trasformazione.
Indaffarati, noi,
nel mantenere
l'ordine delle cose
come stabilito.
Reita'? Condanna?
In caso contrario,
questo "ordine"
sarebbe già cambiato,
anzi non si sarebbe
radicato con tanta
ostinazione.
Ultima gemma,
l'innocenza, ( di cui
vorremmo ri-appropriarci, indebitamente
famelici) è quella
virtù, la cui assenza
ci permette di essere
quello che siamo.
Commenti
Posta un commento