Anima volatile

Sei volatile,  disse
la bambina, vorrai dire
volubile? Liquida?
No, volatile, questo volevo intendere,
effimera come una di
quelle infiorescenze 
sferiche, trasparenza pura,
la attraversi con il pensiero
e ti ritrovi all'altro capo
del mondo, senza avere
conosciuto il suo nome.  
È un nome elegante,
il cui suono evoca 
la grazia del silenzio o
l'inconsistenza
trattenuta
in fondo al cuore
di una preghiera
preziosa. 
Non chiede
indulgenza bensi
devozione profonda.
"È bene che il vento
 incalzi, sospinga, 
 respinga, sia musica
 poi soffi nel vetro
 e colori i sogni
 sognati, rivestiti
 di smalto policromo,
 nell'estasi della Madre 
 addormentata."
Anche tu dormi, 
ti avvicini, con l'innocenza
che precede il pensiero,
serica ti celi, adombrata
da una stigmate
enigmatica, non
decifrabile.
"dicesti: come si può stare 
 nel mondo senza farsi 
male?" 
Alle nuvole non
importa se vagare in alto
o in basso, sono 
comunque così
leggere,  impalpabili,
mille forme coincidenti 
in un solo movimento, 
una sola canzone, 
un unico afflato.
Il peso del sogno, 
di quel dolore fondo, 
perde gravità, sospeso
ti ascolta dolere e poi
attraversare 
l'infinito.
Il battito diventa
eco delle anime.
E ritorna, a te, 
dalla clausura,
serenamente. 


Immagine fotografica di
Marzia Tartaglia 


 

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