Cecità
"Ci protegge una cecità
provvida, schermo
alla partecipazione al
"vedere, sentire, soffrire
con l'Altro".
Chi è l'Altro se non
il riflesso della nostra
identità?
Abbiamo timore di essere
coinvolti per timore di
riconoscerci fragili,
mortali, per paura
della fine."
Leggevi nell'anima altrui
e ti fermavi, alla lettura.
Piangevi per il presagio
del dolore terribile che
su molti grava, comprimendo
fino allo spasimo.
Il dolore si è fatto fondo,
così fondo che più non
piangi ma riesci a
scorgerlo e ti chiedi
perché feroce, ingiusto,
inflessibile ferisce e
tormenta innumerevoli
anime e altrettante ne
lascia esenti.
La cecità è finalizzata
ad anestetizzare
la capacità percettiva
sul nascere?
Né gli uni né gli altri
"guariscono" dalla
propria condizione.
Vedi, ascolti, percepisci,
inevitabilmente,
con tenacia
l'Altro.
Lo sguardo della Creatura
dolente ti perseguita.
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