Appartenenza (parte ultima)
Cannibalizziamo
impunemente
la Madre Terra perché
mangiamo i suoi figli,
costruiti nella carne,
con pietra, con legno,
con la materia oscura
dei suoi sogni,
corpi sottili
erranti per immateriale
consistenza,
anime dolenti
per essere pulviscolo
evanescente,
o in senso ampio,
profondamente
connaturato,
la divoriamo brano
a brano, spolpandola
con metodo, freddi,
senza porre quesiti se
non uno, essenziale
la sua contingenza.
"Come trarre la maggiore
soddisfazione possibile
in questa tratta."
Soddisfazione materiale?
O appagamento interiore,
spirituale?
Ti chiedi se vi sia
una grande differenza
tra le due sfere.
È il "materialismo"
condizione tanto
criticata,
in opposizione a
"spiritualità", ascetismo,
decantati come
virtù prediletta,
un demone?
O non è, piuttosto,
evocazione di un antico
sogno, un remoto,
buio desiderio,
umani?
In solitudine,
in silenzio,
si delinea
l'autenticità
della "relazione".
Nell'età matura sono
naturali, solitudine
e silenzio,
affrancamento
dalla relazione stessa,
pur permanendo
esistenza,
vitalità.
Solitudine e silenzio
sono fonte e culla di
introspezione, indagine
delicata nel più
intimo mondo
interiore.
L'altro con il quale
crei una interazione
lieve come un refolo,
ti passa accanto,
con animo
gentile, senza invadere,
convincere, domare,
senza che si sfiorino
margini, mantenendo
la cura, con cura, tu sei
l'altro, perfusi,
transeunti anime
segrete.
Commenti
Posta un commento