Anima

Abita un'anima reflua
il tempo
apostolo indiscusso
di una teogonia
che nessun vate
avrebbe salmodiato.
Prospice infiniti
mondi, solitari, 
senza essere 
desolati.
Cantore di sé, 
s'acquieta, 
taciturna forma
senza forma.
È  perduto il computo
delle sequenze,
incalcolabile.
La resa, le dissero,
non è rassegnazione.
Cede al contrapasso 
lo spazio sottratto 
mille e mille volte
e altrettanti millenni
addietro.
L'ordine venne 
riabilitato alla funzione
originaria, custodire
la transizione 
in corso, fino alla fine
dei tempi.
L'ombra riveste con
malinconia la memoria,
labile, 
per pietà profonda.


Immagine fotografica di 
Morena Mancini 










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