Sguardo sul mondo
Guardi al mondo con ironia,
lo vedi frantumarsi fra
le dita senza che il suo
essere trascorso lasci
null'altro che polvere
impalpabile
a ricoprire leggera
generazioni,
custodi improvvide e
maldestre di generazioni
ulteriori accomunate da
una vaga, imponderabile
insensatezza.
Guardi al mondo con
disperazione.
La disperazione ti divora,
timidamente,
con sgomento.
Il mondo ti rigetta.
Sei un corpo estraneo,
forse inorganico ma
degno di considerazione
anche se non riconosciuto
nella struttura, complessa,
ricercata.
La sublime solennità
con cui ti poni
cela per poco tempo
l'appartenenza
a quel mondo cui
guardi.
Il desiderio di sottrarti,
lasciando spazi vuoti
in profondità abissali
non cancella
il tuo esserne parte
sostanza pregevole.
È una condanna.
La consapevolezza
della condanna
non ti esime
da un grande tormento,
del quale non vuoi
essere consolata.
Solo la certezza
di un epilogo redatto
con animo gentile
ti soccorre.
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