Un mondo perfetto

Se penso al mondo, lo penso senza despoti né servi, senza padroni né schiavi, senza mandanti né esecutori. Senza curatori e curatrici che curino ferite, perché non ci sono ferite da curare, senza guaritori e guaritrici perché non c è male da guarire. Senza femmina né maschio perché non c è niente da tramandare.
Senza paradiso e inferno né terre di mezzo che separino paradiso e inferno. Un mondo senza. Solo l 'assenza, il vuoto pneumatico, ma non lo Pneuma che, dicono, trasse la vita dal proprio  respiro pensante, fecondo. Un mondo senza. L'assenza del mondo stesso. Una cosmogonia senza poeti che la narrino,   una bellezza che nessun pittore dipinga, una musica che nessun cantore canti.  Un mondo i cui esegeti sono nuvole e stelle e polvere lucente la via da intraprendere. Un mondo senza. La purezza dell'assenza. 
Utopia. Un mondo perfetto. Senza.
Dolore.

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