Permutazione

Adoriamo il Totem. Adoriamo il
Monolite. Adoriamo la "Bomba".
Siamo seguaci di un materialismo perennemente insoddisfatto, divinità per sua natura insaziabile e perversa come i suoi adoratori, d 'altra parte.
L'incoerenza tra emozione ed azione è uno spettro ondivago, produce un divario incolmabile che sempre  più separa l'una dall'altra, dissonanti, le alterne fasi di un processo fenomenologico, meccanico e meccaniccistico.
Dediti al culto dell'io, oscilliamo, pavidi e morbosi, tra la brama di essere felici e un grave senso di colpa per essere cio che siamo.
Siamo cultori del "male" e perseguiamo questa via in tutte le sue possibili,  potenziali varianti.
Anche il "bene", così inteso o frainteso, è ovunque e germina. 
Debolmente, un fievole compendio di energia, trascurata, nutrita malamente, insufficientemente. Un atomo, un globulo trasparente, una sfera imponderabile, senza peso alcuno.
Abbandonata. Mai trafugata.
Pochi la raccolgono, in verità,  per custodirla ed aiutarla a crescere. 
A causa di questa disparità cui nessuno ha potuto o voluto porre rimedio nel corso della storia del divenire, la bilancia si è spezzata causando una frattura profonda e dolente che ha messo in evidenza lo squilibrio in cui è dilaniato l'essere umano, ogni essere umano, nella sua relazione con l'Altro.
Le lenti attraverso le quali guardo il mondo, sono il mondo. Una rifrazione caleidoscopica nella quale la mente osservatrice costruisce la realtà con le sue variabili, che veramente variano di poco, riconducibili ad un modello logoro, consumato ma tuttora molto resistente ed efficace, embricato con un 'Anima esangue, indifesa, contagiata da un male antico per una altrettanto antica collusione. 
Potrei descrivere il modulo entro il cui schema pensiamo ed agiamo, influenzando il suo percorso con protervia e arroganza, ma sarebbe inutile.
Ognuno è convinto di essere " nel giusto".
Le lenti, attraverso le quali osservo e plasmo il mondo, sono il mondo.
La visione del mondo. La Creazione del mondo. La sua fine.
Non è possibile porre rimedio alle ripercussioni conseguite all'intesa tra "male ed uomo". 
Posso apportare aggiustamenti, lievi cambi di rotta, forse non percepibili, soprattutto se si valuta l'entità del controcanto, le forze in campo sono inaudite. Un eventuale successo, parziale e di sicuro,  minimamente influente non è di consolazione alcuna.
Il male, nel mondo, si espande dal cuore del suo prolifico e munifico, servo/padrone.
Per quanto mi riguarda cullo solo un profondo,  insopprimibile desiderio, "tornare alla fonte. "


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