Riflessi

Viviamo un 'epoca di parcellizzazione e niente sembra riuscire a coagulare i frammenti separati.
In tempi passati, il concetto di dio, o degli dei o idoli, aggregava. 
Attualmente è il materialismo più sfrenato e spietato a ricoprire questa funzione aggregratrice, sortendo comunque, e non da oggi, l'effetto di "svestire" , denunciando, in qualità di complice, matrice e frutto al contempo, la deriva umana e la sua corruzione. Rivelando, inoltre l'innaturalita' della natura umana stessa.  Essa obbedisce ad un disguido e-involutivo, ad un divario che per propria " virtù " disgrega, anziché aggregare e degli eccessi accadenti in questo tortuoso percorso, mutabile nell'abito, poco nella sostanza, si avvale per raggiungere la meta che apparentemente  confermi la legittimità del " dominio" ( fine ultimo di un processo ineluttabile)ma che, in realtà sta eliminando l'artefice stesso.
Si salverà la vita, con tutte le sue armoniose e selvagge varianti. 
Noi, estinti, senza esserci ravveduti.
20/5/23La consapevolezza della mia superfluita' mi suggerisce una breve riflessione in merito all'albagia.
È deviante il convincimento di essere uniche tracce di un pensiero divino, un principio creatore che ci vede collocati al vertice, al centro, al periplo dei mondi, domini e dominatori, dominanti e mutatori, arbitri del destino  di un creato che, disabitato e spogliato della nostra presenza, a dir poco infausta, tornerà ad essere perfetto.
21/5/23

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