Duale

Dalla frattura dell'unicum indiviso emerse la vita. Dal dualismo si crearono infinite particelle.
Nell'anelito alla congiunzione di
opposti, armonia e disarmonia 
svanirono.
 Prima ancora dell'amore e del
suo immaginario agognato, 
nulla e silenzio verginali regnavano.
Non amo il duale da cui ebbe 
origine il principio delle cose 
animate e inanimate, forme affiorate
da un disordine armonioso unito
ad un freddo ordine, segreti
 elementi.
Non amo conflittualità,  antitesi,
eludo scontro, dissenso, lotta.
Neppure il tentativo di ricongiunzione di opposti, o la ricomposizione di 
fratture aperte, o la compensazione
del dolore dell'essenza della vita,
amo. 
È irrevocabile la dicotomia del 
pensiero, conduce all'agire,
formulando soliloqui senza auditori.
Trovare equilibrio sul vuoto. 
Dispensare riflessioni di scarsa
utilità o, insensatamente, guadare,
guadare, circumnavigare oceani,
mondi impeccabili, tornare alla 
fonte, specchio del nulla. 
La morte, la sua Pietas,  noi,
intenti all'arrogante ricerca dell'
immortalità,  quanto meno, se
fosse, immeritata. 



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